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    Teresa Fardella: l'umile nobiltà

    Mercoledì 29 Novembre 2017, Teatro Giuseppe Verdi di Buscoldo

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La fondatrice: Teresa Fardella De Blasi

La casa albergo Sereno Soggiorno è gestita dalla Congregazione Povere Figlie di Maria SS.Incoronata, conosciute come Suore di Sant'Antonio.
Da sempre noto per le grandi opere caritatevoli, in special modo rivolte verso i piccoli orfani, l'ordine è stato fondato nel 1897 ad opera di Teresa Fardella De Blasi.
Teresa Fardella De Blasi

Teresa Fardella De Blasi nasce a New York il 24 maggio 1867 da una nobile famiglia trapanese: i conti Fardella, marchesi di Torre Arsa. Nel 1869 avviene il rientro a Trapani. Quando Teresa ha 11 anni, le muore la mamma e viene educata in un collegio diretto dalla zia fino all'età di 16 anni. 

Ella desidera consacrare la sua vita a Dio, il padre però ha già deciso per lei il matrimonio con l’Ufficiale Raffaele De Blasi. Teresa accetta remissiva e fiduciosa in Dio il volere del padre. Gli impegni lavorativi del marito porteranno Teresa da una città all’altra; nonostante ciò e non tralasciando mai i suoi doveri familiari, ella ha già definito il suo stile di vita: assistenza ai poveri e uno sviscerato amore per l’Eucarestia.

Pur essendo di nobile e agiata famiglia, vive lei stessa come una povera, confidando con una devozione particolare nell’aiuto della Divina Provvidenza. I progetti caritativi che ha in mente per i suoi poveri, vengono sostenuti da importanti padri spirituali nonché da una profonda amicizia con la Beata Teresa Grillo Michel, anch’essa fondatrice. 

Nel 1895, in uno dei tanti trasferimenti del marito, approda a Mantova dove inizia con la semplice “minestra dei poveri” per sfociare nel 1897, coadiuvata dall’allora Vescovo Giuseppe Sarto, poi Papa Pio X, nella fondazione della “Povera Casa di San Giuseppe” e nella comunità religiosa delle “Povere Figlie di Maria Santissima Incoronata, Adoratrici Perpetue del Sacro Cuore di Gesù”.

Nelle varie fasi di sposa, madre, fondatrice, vedova, Teresa può poco prima di morire, coronare il suo sogno consacrandosi come Suora a Dio. Si spegne in Trapani il 26 agosto 1957. Dopo 10 anni dalla sua morte la salma viene traslata dalla tomba di famiglia alla Chiesa dell’Addolorata di Trapani. 

Il suo processo informativo è iniziato l’11 aprile 1972 nella diocesi di Trapani, ma è stato ripreso negli anni ’90 del secolo scorso. La sua “Positio” è stata consegnata nel 2012. L’8 novembre 2017, ricevendo in udienza il Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, il cardinal Angelo Amato, papa Francesco ha approvato il decreto con cui venivano riconosciute ufficialmente le virtù eroiche di Teresa Fardella, vedova De Blasi.

Autore: Antonio Vitosi

“Teresa Fardella: l'umile nobiltà”
drammaturgia di Maria Enrica Sanna e Ivan Alabrese regia di Ivan Alabrese
Mercoledì 29 Novembre 2017 Ore 21.00 Teatro “Giuseppe Verdi” Via Sacca 2 Buscoldo di Curtatone (MN)
Scarica la locandina
Teresa Fardella De Blasi
RECENSIONE CRITICA TEATRALE “ TERESA FARDELLA: L’UMILE NOBILTA”
Drammaturgia di Ivan Alabrese e Maria Enrica Sanna - Regia di Ivan Alabrese
Questa “ opera scenica” ha come fonte d’ispirazione la biografia di Teresa Fardella, una trapanese nata il 24 maggio 1867 che distinguendosi dalla “massa “ ha tentato per tutta la vita di coniugare le necessità soffocanti del proprio ruolo sociale con il vivere sempre e fino in fondo nell’attimo presente, nell’hic et nunc ovvero nell’immediato della propria esistenza. 
Dopo una vita dedita ai bisogni della società, muore il 26 agosto 1957 e a tutt’oggi le sue spoglie riposano presso la Chiesa dell’Addolorata di Trapani.

Per questi motivi, prescindendo dai valori di ciascuno di no, Teresa Fardella, la sua Vita Sociale ed interiore (di cui particolarmente si occupa quest’opera), rappresenta per ogni persona un’occasione per mettersi in discussione. E’ esempio di altissimo senso civico, di come ciascuno dovrebbe rapportarsi all’evanescenza del tempo che scorre, sfuggendo a quello che in molti casi è divenuto un “sepolcro domestico” anziché il focolare familiare, superando l’apatia del quotidiano – luogo comune e verità che ci pregiudica tutti! – nel tempo di vivere davvero quell’attimo che sublimi la nostra esistenza e aspirando a vivere anziché a lasciarsi vivere trascinati dalla “macchina di montaggio” sociale che ci tiene imprigionati, in balia degli eventi.
Il presente scritto drammaturgico è un lavoro di ricerca “sincera” attraverso al quale l’attore aspira continuamente ad allontanarsi dal proprio “io” per tentare di immergersi nei diversi “alter-ego”. In particolare per quanto riguarda i “mistici”, questi non fanno altro che cercare di disfarsi del proprio “ego”, di rinnegare se stessi, per tentare di superarsi pur di unirsi e confondersi con l’Essere Divino.

Misticismo e teatro sono quindi l’uno lo specchio dell’altro e mai come in questo caso il lavoro di ricerca e scrittura teatrale entra in simbiosi con quello della vita ascetica del personaggio che tratta: l’attore sulla nostra scena vive di vita propria prescindendo da quella del personaggio che interpreta, perché entrambi hanno la medesima aspirazione di distacco netto e sincero del proprio ego. Meditando ancora su questa incredibile sovrapposizione tra teatro e misticismo, tra attore e asceta, si pensi che il grande “Teatro” vive nel nascere e dissolversi dell’altro, nell’abbandono dell’attore nell’atto sincero e “mai recitato”.
In altri termini il teatro esiste nel farsi e disfarsi dell’attimo presente che immediatamente, appena dopo, diviene passato; così è anche la vita del mistico, in continua ricerca di un atto più o meno consapevole di abbandono al proprio “alter- ego Divino” fino a voler fare scomparire il proprio “essere”, nel tentativo di trovarsi immerso totalmente nell’esperienza mistica di distruzione della propria volontà, del proprio “io”, per lasciarsi totalmente alla volontà del Creatore: tutto questo ha come conseguenza lo slancio autentico verso gli ultimi che caratterizza appunto Teresa Fardella.
Quest’opera come tutte le altre cose, si prefigge il superamento dell’arte intesa come semplice rappresentazione.  

CARISMA DI TERESA FARDELLA DI BLASI E LA PRESENZA DELLA CONGREGAZIONE DA LEI FONDATA A MANTOVA
Il carisma e la spiritualità di Teresa Fardella De Blasi sono prettamente eucaristico-mariano. Nelle varie fasi della sua vita come sposa – madre – fondatrice – vedova – suora, Tersa trova la sua realizzazione attraverso una continua assistenza per i poveri e i bisognosi che sfocerà infine nella fondazione, nel 1897 a Mantova, della congregazione religiosa delle “Povere Figlie di Maria SS.ma Incoronata, Adoratrici Perpetue del Sacro Cuore di Gesù”. Nel tempo la Congregazione è stata presente nella Città, Borgoforte, Castellucchio, Cerlongo, Gazoldo, Gonzaga, Montanara e Revere. 

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